Premessa indispensabile: sono a casa con la nausea e la
febbre a 38.5, e nel mio delirio da malata ho deciso di cambiare l’impostazione
delle mie recensioni. Non sarò formale e distaccata, come si richiederebbe ad
un giornalista decente, perché mi sono resa conto che mi annoia un sacco
scrivere così. Quindi ho intenzione di iniziare a dare il via ad una serie di
commenti molto personali, poco politically correct e fastidiosamente sinceri.
Se avete letto il post precedente, sapete già che cosa ne
penso di questo film. Se non lo avete letto, vi farò un breve riassunto:
l’avevo selezionato attentamente, avevo guardato il trailer, mi ero informata
sull’argomento, mi sono spezzata la schiena per riuscire a vederlo perché dopo
una settimana in programmazione lo avrebbero già tolto dai cinema e non c’era
mai di sera ecc. Tutto doveva essere perfetto per il grande momento. Se non
che, il film mi ha fatto piuttosto schifo. Okay, forse ho usato un termine un
po’ troppo forte. Il film non è in realtà così orribile, ma lo è stato
paragonato alle mie fantasmagoriche aspettative.
Non so perché la Beat generation mi attiri così tanto,
quando non sono nemmeno riuscita a finire il libro “Sulla strada” (sì lo so,
sono una caprona) e il corrispondente film mi ha a dir poco annoiata. Forse
dovrei capire che quel periodo non fa per me, e andare semplicemente avanti. Ma lasciamo le parentesi tragiche da parte e
parliamo del film.
La pellicola è diretta da John Krokidas (eeeeh? No, mai
sentito prima) e dura 104 minuti. Devo dire che la prima parte scorre in modo
terribilmente lento, mentre la seconda è più piacevole e scorrevole. Come viene
subito annunciato dai titoli iniziali la vicenda raccontata è tratta da una storia
vera, che ha coinvolto un gruppo di scrittori della Columbia University che poi
ha dato il via alla beat generation: la giovane matricola Allen Ginsberg
(Daniel Radcliffe, ebbene sì, Harry Potter), il carismatico Lucien Carr (Dane
DeHaan), il celebre scrittore Jack Kerouac (Jack Huston), William S. Burroghs
(Ben Foster) e David Krammerer (Michael C. Hall). Il giovane Ginsburg vive una
situazione familiare opprimente, con una madre instabile di mente e un padre a
dir poco assente, e l’ammissione alla Columbia sembra una ventata di aria
fresca nella sua triste routine quotidiana. Qui stringerà subito amicizia con
Lucien Carr, che lo introdurrà nel suo mondo, fatto di droghe, allucinazioni e
voglia di estraniarsi dalle regole formali per dare il via ad una nuova
letteratura rivoluzionaria.
Il film è stato super apprezzato dalla critica, forse è per
questo che non è piaciuto molto a me. Mi rendo conto che siamo davanti ad una
buona pellicola, che gli attori scelti hanno dato prova di un’ottima
recitazione, che gli argomenti toccati (il bisogno di libertà, il consumo di
droghe, i problemi familiari e l’omosessualità) sono molto seri e importanti,
ma purtroppo il film risulta pesante e noioso. Gli aspiranti scrittori parlano
spesso nel delirio della droga, con un linguaggio forbito e poco comprensibile,
senza in realtà mai dire molto di concreto (almeno così sono suonati alle mie
orecchie profane). Tuttavia mi rendo conto che quello era veramente il modo di esprimersi i giovani della Beat, e che doveva essere necessariamente riproposto per
avere un film serio che ne ricalcasse fedelmente lo stile.
La chimica che si sviluppa fra Daniel Radcliffe e Dane
DeHaan (già visto in tre episodi di TrueBlood e in Chronicle, ma ad essere
sincera non l’avevo affatto riconosciuto) è veramente credibile, e questo ci
mostra i passi da gigante fatti da Radcliffe dai tempi di Harry Potter. Certo,
vedere Harry darsi alla LSD e al sesso è piuttosto sconcertante, ma penso che
ci faremo l’abitudine.
Mentre scrivo questi commenti mi rendo spesso conto che la
mia opinione a proposito del film che sto recensendo cambia in itinere. Quindi
ero partita tanto scocciata verso questa pellicola, per poi rendermi conto che
mi ha soltanto annoiata perché sono una piccola capra amante dei film d’azione
e pieni di sbam, boom e così via, o al massimo delle commedie.
Voto finale: 6,5\10
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