Questione
di tempo (About Time) è uno di quei filmetti ingannevoli. Sì, perché tu te ne
vai sereno e tranquillo al cinema, convinto di vedere una commedia divertente e
rilassante ed ecco che ti proiettano un film serio, sentimentalista e anche un
po’ triste. Io sinceramente volevo qualcosa di scemo, romantico e divertente. Tantopiù
che il trailer recitava: dai creatori di Love Actually e Notting Hill. È
proprio vero che ci si può fidare soltanto delle commedie americane!
Questione
di tempo è infatti un film di produzione inglese, con tutti gli ingredienti
della commedia romantica: un ragazzo imbranato e sentimentale che dalla vita
vuole soltanto la possibilità di trovare il vero amore, una famiglia
strampalata ma simpatica, qualche gag divertente… Se non che viene inserito un
elemento “fantasy” che fa da conduttore di tutta la vicenda: il protagonista Tim
(Domhnall Gleeson) all’età di 21 anni, scopre di poter viaggiare indietro nel
tempo, in modo da cambiare alcuni episodi della sua vita.
Più
tardi Tim si trasferisce dalla Cornovaglia a Londra, e qui, tra divertenti gag
che coinvolgono anche il suo “potere speciale”, conosce Mary (Rachel McAdams),
che diventa presto la sua ragazza. Il resto del film segue le vicende della
vita di Tim, il suo matrimonio, la nascita dei suoi figli, il suo rapporto con
la sorella Kit Kat (Lydia Wilson). I viaggi nel tempo restano un’abitudine per
Tim, anche per migliorare piccoli aspetti della sua vita.
La
morale del film è facilmente intuibile ed effettivamente giusta: è inutile
struggersi dietro al passato, la vita va vissuta nella sua normalità, cercando
di apprezzarne ogni singolo aspetto, e sforzandosi di accettare anche i momenti
più difficili.
La
storia è un po’ noiosa (il film dura anche abbastanza, 123 minuti), ma potrebbe essere
carina, anche se davvero non capisco perché la pellicola sia stata definita una
commedia romantica. Il film è pieno di buoni insegnamenti e sentimenti, ma non
fa molto ridere, è anzi molto serio, e di romanticismo (quello in stile
americano, facile e divertente) ce n’è davvero poco. Le critiche che gli sono
state mosse riguardano soprattutto la scarsa spiegazione tecnica data alla
possibilità di Tim di viaggiare nel tempo, ma sinceramente questo aspetto non
mi ha molto disturbato. Ci ha già pensato Doc nell’assai migliore trilogia di Ritorno
al futuro a spiegarci tutte le folli dinamiche del viaggio nel tempo (mitica
DeLorean!), ed è chiaro che le tecniche di viaggio o eventuali incorrettezze
non sono così fondamentali per la comprensione della trama. Il film vuole essere
buonista, e ci riesce, ma secondo me
manca di quel guizzo di originalità o di brillantezza che avrebbe potuto
renderlo veramente un BUON film.
Certo,
la recitazione è ottima: il cast è quasi interamente inglese o irlandese, ad
esclusione della Canadese Rachel McAdams e di Margot Robbie (Charlotte), che è
Australiana, e quasi tutti gli attori vantano una precedente esperienza nel campo
teatrale. Anche la colonna sonora è piacevole e molto varia, e vale la pena di
citare la presenza della canzone “Il mondo” del nostrano Jimmy Fontana.
Insomma,
un film senza infamia e senza lode, accurato e non spiacevole, ma che
sinceramente non guarderei una seconda volta.
Voto
finale: 6.5\10
Nessun commento:
Posta un commento