mercoledì 13 novembre 2013

Questione di tempo (About Time)



Questione di tempo (About Time) è uno di quei filmetti ingannevoli. Sì, perché tu te ne vai sereno e tranquillo al cinema, convinto di vedere una commedia divertente e rilassante ed ecco che ti proiettano un film serio, sentimentalista e anche un po’ triste. Io sinceramente volevo qualcosa di scemo, romantico e divertente. Tantopiù che il trailer recitava: dai creatori di Love Actually e Notting Hill. È proprio vero che ci si può fidare soltanto delle commedie americane!

Questione di tempo è infatti un film di produzione inglese, con tutti gli ingredienti della commedia romantica: un ragazzo imbranato e sentimentale che dalla vita vuole soltanto la possibilità di trovare il vero amore, una famiglia strampalata ma simpatica, qualche gag divertente… Se non che viene inserito un elemento “fantasy” che fa da conduttore di tutta la vicenda: il protagonista Tim (Domhnall Gleeson) all’età di 21 anni, scopre di poter viaggiare indietro nel tempo, in modo da cambiare alcuni episodi della sua vita.
Più tardi Tim si trasferisce dalla Cornovaglia a Londra, e qui, tra divertenti gag che coinvolgono anche il suo “potere speciale”, conosce Mary (Rachel McAdams), che diventa presto la sua ragazza. Il resto del film segue le vicende della vita di Tim, il suo matrimonio, la nascita dei suoi figli, il suo rapporto con la sorella Kit Kat (Lydia Wilson). I viaggi nel tempo restano un’abitudine per Tim, anche per migliorare piccoli aspetti della sua vita.

La morale del film è facilmente intuibile ed effettivamente giusta: è inutile struggersi dietro al passato, la vita va vissuta nella sua normalità, cercando di apprezzarne ogni singolo aspetto, e sforzandosi di accettare anche i momenti più difficili.

La storia è un po’ noiosa (il film dura anche abbastanza, 123 minuti), ma potrebbe essere carina, anche se davvero non capisco perché la pellicola sia stata definita una commedia romantica. Il film è pieno di buoni insegnamenti e sentimenti, ma non fa molto ridere, è anzi molto serio, e di romanticismo (quello in stile americano, facile e divertente) ce n’è davvero poco. Le critiche che gli sono state mosse riguardano soprattutto la scarsa spiegazione tecnica data alla possibilità di Tim di viaggiare nel tempo, ma sinceramente questo aspetto non mi ha molto disturbato. Ci ha già pensato Doc nell’assai migliore trilogia di Ritorno al futuro a spiegarci tutte le folli dinamiche del viaggio nel tempo (mitica DeLorean!), ed è chiaro che le tecniche di viaggio o eventuali incorrettezze non sono così fondamentali per la comprensione della trama. Il film vuole essere buonista, e ci riesce,  ma secondo me manca di quel guizzo di originalità o di brillantezza che avrebbe potuto renderlo veramente un BUON film.

Certo, la recitazione è ottima: il cast è quasi interamente inglese o irlandese, ad esclusione della Canadese Rachel McAdams e di Margot Robbie (Charlotte), che è Australiana, e quasi tutti gli attori vantano una precedente esperienza nel campo teatrale. Anche la colonna sonora è piacevole e molto varia, e vale la pena di citare la presenza della canzone “Il mondo” del nostrano Jimmy Fontana.
Insomma, un film senza infamia e senza lode, accurato e non spiacevole, ma che sinceramente non guarderei una seconda volta.

Voto finale: 6.5\10


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