mercoledì 26 marzo 2014

Non buttiamoci giù - A long way down


Non buttiamoci giù è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo, scritto da Nick Hornby. 
Lo definirei come un film tragicomico, non una semplice commedia e nemmeno un semplice film drammatico. La pellicola è allo stesso tempo profonda, buffa e sconcertante, e lascia lo spettatore per il 90% del tempo allibito, in parte divertito, ma anche arricchito da una consapevolezza nuova, al termine dello spettacolo.

La trama è piuttosto semplice, anche se certamente non comune: la notte di Capodanno, quattro sconosciuti si trovano sulla cima di un palazzo di Londra per puro caso. Tutti loro sono intenzionati a suicidarsi, per i più disparati motivi. Martin (Pierce Brosnan) è un uomo di spettacolo che ha rovinato la sua carriera e la sua vita privata dopo essere stato con una minorenne, Maureen (Toni Collette) ha un figlio adulto disabile, JJ (Aaron Paul) è disilluso dalla vita, e la giovane Jess (Imogen Poots) ha una difficile situazione familiare ed è stata rifiutata dal ragazzo di cui è innamorata.


In seguito a questo bizzarro incontro, i quattro decidono di non suicidarsi e di stipulare un patto: non continueranno con i loro propositi di suicidio fino al giorno di San Valentino, sei settimane più tardi.
In questo arco di tempo i protagonisti imparano a conoscersi, stringono amicizie e legami, si confrontano e sviscerano i rispettivi problemi. E dopo, sarà comunque facile andare avanti con la propria vita (o meglio, non-vita)?


La trama è sviluppata sotto i diversi punti di vista dei personaggi principali, quindi si apre con il racconto di Martin in prima persona, per poi andare avanti con Jess, JJ e infine Maureen. 

Il film non è così leggero come può sembrare dal trailer o dalla trama, ma comunque lo consiglio, perché è a suo modo divertente e profondo allo stesso tempo. Gli attori sono bravissimi e la recitazione è piacevole e seria, per non parlare delle bellissime ambientazioni.


Voto finale: 7.5/10

giovedì 20 marzo 2014

La bella e la bestia - The beauty and the beast


Sono sicura di avervi già parlato della mia avversione per i film francesi. Nessuno è perfetto: tutti hanno le loro piccole intolleranze, e per quanto mi riguarda, oltre a quella per l'aglio, aggiungiamo i film francesi e diversi di quelli italiani.


Ma non penso di avervi mai parlato del mio amore per il film Disney "La bella e la bestia", secondo soltanto a quello per il "Re Leone". Canzoni adorabili, tantissima neve, boschi, libri e una protagonista di tutto rispetto: come non sciogliersi davanti a Belle, Chicco, la bestia impacciata e imbranata e tutta la gang del castello?


Bene, a questo punto come la mettiamo quando esce un remake francese de "La bella e la bestia", che oltretutto, è una favola originale francese?
Che dire, sono andata a vederlo. Anche se Vincent Cassel mi sta veramente antipatico, anche se ho dei problemi con i film francesi, anche se la Belle del trailer era bionda invece che castana come quella del cartone animato... Ho smesso di fare la schizzinosa odiosa (sì, che poi me la tiro, come se le industrie cinematografiche fallissero senza di me) e sono andata.


La trama è simile a quella del famoso film d'animazione Disney che tutti noi conosciamo: il padre di Belle, invece di essere uno strampalato inventore, è un ricco mercante, e la ragazza non è figlia unica, bensì ha due sorelle e tre fratelli. 
La vicenda di base però è la stessa: il vecchio padre (André Dussollier) si perde nei boschi, e finisce in un incantevole e immenso castello. Qui, ruba una rosa da portare in dono alla più giovane delle sue figlie, Belle (Léa Seydoux) e per questo motivo scatena le ire del proprietario del castello, la bestia (Vincent Cassel), che pretende che l'anziano signore diventi il suo schiavo personale.
Ma la ragazza è talmente buona che decide di andare di suo spontanea volontà al castello, e qui, dopo un iniziale periodo di sgomento, impara a conoscere la vera storia della bestia e ad affezionarsi a lui.

Il resto è noto, e anche se qui non abbiamo Gaston a fare da guastafeste, ci sono i due fratelli maggiori di Belle, Maxime (Nicolas Gob) e Jean-Baptiste (Jonathan Demurger), che sono due begli idioti.

I mobili fatati che tanto adoro nella versione Disney, sono sostituiti da degli strani esserini, che altro che non sono che un gruppo immenso di Beagle trasformati dalla maledizione che ha colpito la bestia. Che dire, sono adorabili, ma speravo che avessero un po' più di spazio.

Carino e piacevole, il film è una vera e propria favola, e ve lo consiglio se avete amato anche la versione Disney, che tuttavia, a mio avviso resta assai superiore.



Voto finale: 6.5/10

venerdì 14 marzo 2014

12 anni schiavo - 12 Years a Slave


12 anni schiavo ha vinto l'Oscar come miglior film del 2014, quindi non ha bisogno di grandi presentazioni. Devo dire, con assoluta sincerità, che è stato il film più bello che io ho visto in tutto l'anno. Ho apprezzato molto anche Philomena, ma 12 anni schiavo ha una completezza, una struttura, un insieme di piccole attenzioni che lo rende decisamente degno dell'Oscar che ha vinto.

Il film è ispirato all'omonima autobiografia di Salomon Northup, pubblicata nel 1853, e narra le vicende di quest'ultimo (Chiwetel Ejiofor), un bravissimo violinista nero residente nello stato di New York con la moglie e i due figli. Solomon è un uomo libero e anche piuttosto facoltoso, ma la sua vita prende una svolta drammatica quando viene raggirato da due falsi agenti di spettacolo, che lo rapiscono, lo provano dei documenti e lo vendono negli Stati del Sud, dove ancora vigeva la schiavitù.



Delle semplici parole non riescono a rendere il profondo senso di dramma e desolazione che percorre e sconvolge la vita di Salomon, costretto a nascondere la sua vera identità e a lavorare in condizioni disumane per due padroni diversi: il più "mite" William Ford (Benedict Cumberbacht), ottimo esempio di come anche le persone che non erano malvagie fossero parte del sistema della schiavitù e non facessero niente per cambiarlo, e il completamente folle e crudele Edwin Epps (Michael Fassebender).

Una menzione speciale va fatta per la talentuosissima Lupita Nyong'o (Patsey), che interpreta il ruolo di una giovane schiava particolarmente tormentata dalla follia e dal desiderio dello schiavista Epps, e per questo valvola di sfogo di quest'ultimo e dell'altrettanto crudele moglie (Sarah Paulson). 
Lupita Nyong'o, nata in Messico da famiglia Keniota, ha vinto l'Oscar come migliore attrice non protagonista grazie alla sua performance in questo film, e non c'è da stupirsi: le sue capacità di recitazione sono a dir poco incredibili.  


Non voglio risparmiare le lodi nemmeno per Brad Pitt, che interpreta il canadese Samuel Bass: nonostante sia presente in giusto un paio di scene, si rivela un personaggio incisivo e molto ben strutturato.

Che dire della colonna sonora? Ho apprezzato particolarmente i canti degli schiavi durante il lavoro nei campi o durante la morte dei loro cari: l'alba del Gospel che nasce da una situazione di rovina e delirio. Hans Zimmer, John Legend e Alicia Keys sono soltanto tre nomi dei numerosi artisti che hanno collaborato alla composizione di quest'ultima, ottenendo ottimi risultati. 



Ci sarebbe ancora molto da dire su questo film, ma non voglio rovinarvi la sorpresa: vi dico soltanto di fidarvi, e di correre a guardarlo, perché ne vale davvero la pena.

Voto finale: 9/10


lunedì 10 marzo 2014

The Lego Movie


Un'infanzia trascorsa fra i fantastici mattoncini Lego e finalmente il sogno si avvera: esce un film interamente basato su grafica e storia Lego!
A dire il vero io ero più una fan dei Duplo, che fanno addirittura un "cameo" alla fine del film. Ma sì, dai che li conoscete, i Duplo, quelli da bambine,  più grandi e facili da montare. Sono passata ai difficilissimi Lego soltanto verso i 10 anni, per dedicarmi a costruzioni più complesse, come quelle di Star Wars o di Harry Potter. E, tra parentesi, ho sempre fatto abbastanza schifo.


La prima parte del film è semplicemente geniale: entriamo nel mondo di Emmett Brickowski (Chris Pratt), un comunissimo e stupidissimo operaio del mondo Lego. Capiamo ben presto che il mondo è governato da un malvagio dittatore, il Presidente/Lord Business, ma che la maggior parte degli abitanti è così idiota da non capire cosa stia veramente accadendo intorno a sé.
Un giorno, per puro caso, Emmet si trova coinvolto in un tentativo di ribellione, guidato dai Mastri Costruttori, come lo stregone Vitruvius (geniale imitazione di Gandalf), la "bellissima" Wildstyle (Elizabeth Banks), Uni-Kitty (Allison Brie), Batman in persona (Will Arnett), e altri numerosi personaggi famosi, come Superman, Lanterna Verde, Wonderwoman ecc.


Da una parte ho adorato il film perché è un insieme di esilarante nonsense, e perché strizza continuamente l'occhio a spettatori adulti. Memorabile l'apparizione di Han Solo, Lando Carlissian e tutta la banda sul Millenium Falcon, e la conseguente battutaccia di Batman.
Da un'altra parte, ho trovato la seconda parte un po' troppo buonista, e avrei preferito che tutto il film si fosse mantenuto sui toni leggeri del primo tempo.

Una nota di merito? Senza dubbio la geniale canzoncina "è meraviglioso - Everything is awesome!". Stupidissima, ma buffa e divertente, l'ho adorata.



Thumbs up

- Tutti i supereroi e i personaggi famosi come quelli di Star Wars;
- La mitica freddura "Michelangelo... E Michelangelo!", rivolta sia all'artista che alla Tartaruga ninja;
- Il gattino Uni-Kitty, geniale;

- La Middle-Zealand, immensa presa in giro e via di mezzo fra Medioevo e Nuova Zelanda (dove è stato girato gran parte de Lo Hobbit);

Voto finale: 8/10