Piccola premessa: ieri sera sono andata a vedere Pompei. Io e le mie amiche ci sediamo in sala, mettiamo gli occhialini 3d e tutte tranquille ci prepariamo alla visione del film.
Ad un certo punto parte qualcosa sul film della Lego (che oltretutto muoio dalla voglia di vedere). Pensando che sia l'ennesimo trailer, lo guardiamo tranquille e iniziamo a ridere. Dopo quasi dieci minuti inizia a sembrarci strano che ci sia ancora il film della Lego sullo schermo.
Controlliamo i biglietti e... OH CACCA, ci avevano segnato il film sbagliato in biglietteria! E qui inizia la caccia al tesoro: in quale delle 3000 sale dell'UCI di Campi Bisenzio sarà il film?

Dopo 4 tentativi andati male, la mia amica ha la brillante idea di domandarlo in biglietteria. Ed ecco che inizio a vedere finalmente Pompei, con ben 15 minuti di ritardo.
Il film (105 minuti) è stato diretto dal regista britannico Paul W. Anderson, che ha preparato un'"Americanata" tutto sommato gradevole, forse perché in effetti lui non è Americano. E oltretutto perché ha trascorso un'intera settimana a Pompei (che nel frattempo cade di nuovo a pezzi grazie alla negligenza di noi Italiani), a girare scene e scattare foto, insomma a studiare l'ambiente che circonda la famosa città morta.
La trama è piuttosto basilare, e penso di non fare un grande spoiler se vi avverto del fatto che siamo nel 79 a.C., il Vesuvio erutterà, ci sarà un maremoto, un terremoto pazzesco, l'esalazione di gas velenosi e che l'intera città verrà distrutta.
Da buoni Italiani sappiamo bene questa vicenda, probabilmente ci siamo sorbiti una visita di Pompei in tenera età - io ben due volte, a 12 e 14 anni, e le ricordo ancora come una palla terribile - e gli ex liceali, hanno studiato a latino che Plinio il Vecchio osservò l'eruzione da lontano e la documentò.

Non chiedetemi il senso di questa immagine, è il ricordo del latino che mi fa fare follie.
Tornando al film, qual è quindi l'elemento di novità?
Innanzitutto la vicenda molto Titanic-chiana dell'amore impossibile fra lo schiavo celtico Milo (Kit Harrington, il Jon Snow di Game of Thrones) e la nobile pompeiana Cassia (Emily Browning, già vista in The Host e Sucker Punch). Inoltre la storia di libertà che aleggia fra gli schiavi gladiatori, e le americanissime mazzate super violente che si tirano nell'arena.

Non so se storicamente aleggiasse davvero questo sentimento di ribellione dei Pompeiani nei confronti di Roma e dell'imperatore Tito (dubito, ma può anche darsi, l'ultima volta che mi sono data allo studio della storia e della letteratura romana-latina avevo 18 anni e onestamente non ci prestavo neppure molta attenzione), ma è comunque un elemento che risulta piacevole e interessante. Dubito della fedeltà storica di alcune vicende, potremo stare ore a discutere della troppa libertà di Cassia, ma tutto sommato il film risulta piacevole e non troppo "esagerato". Un po' sì, ovvio, ma non troppo. Se vi aspettate un fedele documentario sulla storia di Pompei, rimarrete delusi, se vi aspettate un film d'azione e ne accettate le debite lacune storiche, lo apprezzerete.
Molto suggestive le scene dell'eruzione, il 3d rende alla perfezione l'idea della catastrofe, e non risulta nemmeno troppo fastidioso. Anzi, sono rimasta piacevolmente impressionata da come alcuni frammenti di cenere vulcanica sembrino davvero uscire dallo schermo.



Un film da vedere? Sì, se non siete troppo appassionati di storia romana e avete voglia di trascorrere una serata tranquilla e disimpegnata.
Voto finale: 6.5/10




