venerdì 10 gennaio 2014

The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca


Vi ho lasciato con l'ultima recensione a fine dicembre, sconvolta per la situazione delle ragazze madri irlandesi negli anni '60 del secolo scorso. Adesso sono pronta a salutare voi e l'anno nuovo, con il commento di un film strepitoso, ma che mi ha lasciato una grande amarezza addosso.
The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, fa riflettere. Perché non è possibile che in quella che viene definita la più grande democrazia del mondo la situazione dei neri fosse così drastica, appena cinquant'anni fa.

La pellicola è l'adattamento cinematografico di un articolo di giornale, che Wil Haygood ha pubblicato sul The Washington Post e che narrava la storia di Eugene Allen, ribattezzato Cecil Gaines nel film.

Cecil (Forest Whitaker) ha trascorso l'infanzia in una piantagione di cotone in Georgia, dove ha imparato a diventare un perfetto "negro di casa", ovvero un membro della servitù per la sua famiglia di ricchi bianchi. Una volta cresciuto decide di lasciare la piantagione, consapevole che i padroni lo avrebbero ucciso, prima o poi, se fosse rimasto lì. Dopo alcuni anni riesce a far parte dei domestici di un prestigioso hotel di Washington D.C., e in seguito viene contattato per far parte della servitù della Casa Bianca, durante il mandato di Eisenhower


Nonostante gli scontri con la moglie (Oprah Winfrey), che si sente trascurata, e con il figlio maggiore Louis (David Oyelowo), che inizia a prendere parte a manifestazioni per i diritti dei neri, Cecil rimane alla Casa Bianca dal 1957 al 1986, sotto sette diversi Presidenti: Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter e Reagan. Cecil non ha mai nessun pensiero negativo su nessuno dei presidenti, ma si nota benissimo il suo attaccamento al presidente Kennedy.


Lee Daniels e Danny Strong hanno diretto il film, e oserei dire che hanno fatto un ottimo lavoro. I 132 minuti della pellicola scorrono molto bene, nonostante vengano trattati argomenti seri e spinosi. Niente da dire anche sulla recitazione: il cast scelto è formidabile, e ogni singolo personaggio riesce ad esprimere al meglio la propria parte.
Sembra incredibile che appena sessant'anni fa la situazione dei neri fosse così terribile, mentre oggi abbiamo un presidente nero, Barack Obama. Tutto ciò dà da riflettere: i passi compiuti avanti dagli USA sono stati enormi, ma chissà se ancora esiste una vera e propria parità di diritti fra bianchi e neri statunitensi.

Anche il rapporto problematico con il figlio Louis è ben analizzato. Ci si immedesima perfettamente in entrambe le posizioni: in quella di Cecil, che non vuole avere problemi dato che si è sempre comportato seriamente e dato che ricopre un ruolo di prestigio; ma anche in quella del figlio, che non vuole arrendersi alla situazione di inferiorità a cui i neri americani sono costretti. 

Un ottimo film che stra consiglio, andate a vederlo e non ve ne pentirete.
Voto finale: 8\10

E ora un'ultima gif un po' idiota che mi piace troppo: mi raccomando commentate e seguite il blog... Ma soprattutto andate spesso al cinema!

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