Chiedo scusa ai miei 3 lettori (ah, come siamo Manzoniani oggi!), ma tra tesi, ricerca dei regali, operazione agli occhi della sorella e lavoro come promoter sono stata piuttosto occupata, e non ho aggiornato il blog per un bel po'.
Va detto che in questi venti giorni non ho visto grandi film degni di nota, ma ierisera sono stata al cinema per il tradizionale film Disney di Natale, e quindi come sottrarmi ai miei doveri di recensitrice? (Perdonate il neologismo inventato sul momento).
Frozen - Il regno di ghiaccio è il 53° classico Disney, prodotto dai creatori di Rapunzel. Ciò è facilmente intuibile dai disegni, che sono molto simili a quelli di Rapunzel. I disegnatori si sono addirittura divertiti ad inserire un cameo della stessa Rapunzel e di Flynn, mentre passeggiano per il regno durante il giorno dell'incoronazione di Elsa.

Ma veniamo alla trama: buonista, romantica e divertente come per ogni buon film Disney che si rispetti. La principessa Elsa, del regno di Arendelle (un immaginario regno dell'antica Scandinavia) è nata con il potere di manipolare e creare la neve e il ghiaccio. Dopo un incidente avvenuto da bambina, che ha quasi costato la vita della sorellina Anna, i genitori di Elsa decidono di tenere la bambina isolata dal mondo esterno, e di convincerla a limitare e controllare il suo potere il più possibile.
Arrivata alla maggiore età Elsa è costretta a mostrarsi in pubblico per la sua incoronazione a regina, ma la situazione le sfugge di mano, e la principessa decide di scappare via sulle montagne, dove potrà dare libero sfogo ai propri poteri. Peccato che questi creeranno un inverno perenne nel regno. A questo punto entra in scena la maldestra sorella minore Anna, che decide di andare a recuperare la sorella per riportarla indietro e chiederle di interrompere la maledizione. Nel suo viaggio Anna incontrerò il boscaiolo Kristoff, la renna Sven e il pupazzo di neve Olaf, e insieme a loro cercherà di portare a termine la propria missione fra gag divertenti e momenti di crescita.

L'ambientazione è spettacolare: i disegnatori hanno dato il meglio di sé con le scene del ghiaccio. Devono avere studiato la neve per mesi ad occhio e croce, perché hanno reso ogni singolo effetto in modo magistrale. I paesaggi sono squisitamente scandinavi: oserei dire norvegesi. Dai fiordi, ai nomi nordici, (al padre biondo con i baffetti!), alla menzione del glog... Tutto il film sa di Scandinavia. Sono certa che Andersen, da una cui fiaba è stata tratta la pellicola, lo apprezzerebbe.
Il film dura 108 minuti e scorre velocemente (forse persino un po' troppo), ed ha un'unica grande pecca: i personaggi cantano veramente troppo. So che è normale e che nei film Disney è sempre così, ma non riesco proprio a farmene una ragione.
La canzone portante della colonna sonora è stata cantata da Demi Lovato, nell'originale, e da Martina Stoessel, l'attrice che interpreta "Violetta", nella versione italiana e spagnola. Buona idea forse per la versione spagnola, non molto per quella italiana. Per quanto possa essere brava questa ragazza (non ne ho idea, è la prima volta che la sento nominare) non è italiana, e la sua inflessione si sente fin troppo. Ne abbiamo di cantanti, e fatele cantare a loro le canzoni in italiano, no?
Una nota particolare va al pupazzo di neve Olaf: amante dell'estate e simpaticissimo, peccato che appaia soltanto dal II tempo in poi!

Ho apprezzato l'evoluzione fatta dalla Disney: non soltanto per la prima volta abbiamo una principessa un po' "vecchiotta" (al momento dell'incoronazione Elsa ha addirittura 21 anni, una pensionata per gli standard Disney!), ma addirittura viene contemplata l'idea che innamorarsi più di una volta nella vita sia possibile, persino per le principesse. E che conoscere qualcuno e sposarlo il giorno dopo poteva essere un buon insegnamento negli anni '20, non adesso. Ma soprattutto: l'amore non è soltanto quello romantico. Esiste quello fra familiari, che può salvare tanto quanto un bacio del "vero amore". Che magnifica lezione di vita!

E che dire del cortometraggio pre-film, "Get a horse"? Un tuffo indietro ai tempi in cui Topolino&friends erano soltanto degli animaletti stilizzati in bianco e nero, per poi catapultarci alla visuale dei giorni d'oggi, a colori, tridimensionale e con tanto di Orazio munito di Smartphone. Davvero geniale!

Chissà cosa avrebbe detto quel buon vecchio massone di Disney se avesse potuto vedere le evoluzioni della tecnologia e della Disney stessa, a tanti anni di distanza. Già mi immagino la scena: la signora Disney (sempre che ne esistesse una) che lo chiama al telefono per avvertirlo degli incassi del nuovo film 3d di Natale e lui che risponde alla Checco Zalone style: "Scusa tesoro, ora non posso, sto entrando in massoneria!".
Bè, scemenze a parte sono sicura che apprezzerebbe.
Voto finale: 8\10
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